lunedì 13 settembre 2010

Sui Natural







Ogni tanto capita qualche discussione con "colleghi" PUA riguardo al diverbio natural vs routines.
E' capitato anche a voi di sentire le diverse campane?
Quella secondo cui il "natural" non usa routines e quindi è più naturale, più fluido, più sincero. E, magari, più di successo.
O che semmai, chi ha routines, ha sempre qualcosa in più da dire. E quindi riesce sempre a mantenersi in set fino a che magari non si apre quella che l'amico Ivan definisce "la finestra di lancio".


Quindi natural e routines, due stili diversi?

Beh, io credo si tratti di un fondamentale misunderstanding, di un errore di comprensione.

Innanzitutto, la PNL, come scienza che descrive lo studio dell'esperienza soggettiva delle persone, mi ha dato un punto di vista privilegiato per comprendere la questioni in termini meno semplicistici.

Cominciamo col dire che ogni persona ha le sue routines, che in PNL chiamiamo "strategie".
Abbiamo una strategia/routine per alzarci la mattina, un'altra per camminare, una per guidare l'auto, un'altra per scrivere una email, una per fare l'amore, etc. etc.
Noi spesso non ne siamo coscienti, il che significa che la routine è interiorizzata a livello inconscio, NON CHE NON ESISTE.
Il fatto che non ne siamo consci, significa che queste routines vengono utilizzate dalla parte inconscia del cervello. Il che significa che le abbiamo interiorizzate molto bene, tanto da poter andare col pilota automatico.

Mi capita spesso di guidare da casa all'ufficio. Spesso mi capita di arrivare mentre i miei pensieri vanno ad una HB. Ricordo solo di aver preso l'auto e, poi di esser giunto al parcheggio del mio ufficio in tempo reale. Nulla ricordo del percorso, ma il percorso l'ho fatto in auto.
Sarà stato col "pilota automatico", ma non c'è dubbio che una strategia complessa l'ho utilizzata per guidare per alcuni chilometri. Si tratta di muovere le marce, accelerare, frenare quando ci sono i pedoni o le precedenze, mettere le frecce, dare ancora gas all'auto etc. etc.
Non si può negare che questa routine/strategia esista. E prova ne è che, se non fossi andato a scuola guida, non sarei mai riuscito a guidare. Le strategie/routines, infatti, anche se incosce sono quasi tutte apprese.
Nessuno nasce "imparato".


Anthony Robbins nel suo libro Unlimited Power scriveva di come, lavorando per il Pentagono, aveva descritto le routines di alcuni tiratori scelti dell'esercito.
I tiratori ne erano ovviamente all'oscuro, ma facevano dei particolari movimenti, preparazioni, posture, riflessioni mentali e visualizzazioni del bersaglio, che li portavano a ottenere risultati nettamente migliori di quelli della gran parte dei loro colleghi.
Robbins ha pensato bene di estrarre queste strategie, e modellarle in modo da renderle più generali, estraendo il massimo comun divisore da tutte queste regole.


Una volta definite questo modello di eccellenza, lo ha adottato per una squadra tutta nuova, che aveva avuto target mediocri, ma portandola ad ottenere risultati eccellenti, in linea con le migliori squadre di tiratori.


Questo ci fa capire che il comportamento cosiddetto "naturale" è in realtà costruito su strategie ben definite. E che possono essere estratte ed insegnate ad altri, che possono diventare altrettanto indistinguibili dai "naturali".

Ovviamente questo è un discorso generale, che non vale per i singoli con elementi di eccellenza inarrivabili. Copiando le tecniche di Michael Jordan non si riuscirà comunque a diventare bravi quanto lui perchè in lui ci sono delle conformazioni psico-fisiche molto difficili da modellare.
(Ma un giorno, copiandone il DNA, anche lui potrebbe essere del tutto clonato) ;)

Torniamo comunque alla seduzione.
In ogni cosiddetto "natural" ci sono delle routines, strategie, tattiche.
Se passate molto tempo con un "natural" certamente le noterete, e potrete anche modellarlo.

Una volta appresa una "strategia", una persona può impararla e utilizzarla in modo da poterne fare uso finchè non diventa del tutto inconscia. A quel punto diventa "naturale". E, sostanzialmente indistinguibile dalla persona che ha modellato.

Le quattro fasi dell'apprendimento sono infatti:
- incapace inconsapevole (non so guidare l'auto e non so nemmeno che esistano le auto)
- incapace consapevole (non so guidare l'auto, so che esistono le auto)
- capace consapevole (so guidare l'auto ma devo stare attento ad ogni mossa, uso il conscio)
- capace inconsapevole (so guidare l'auto anche senza esserne inconsapevole, lavora l'inconscio)

Un natural non è altro infatti, che uno che le sue "routines" le ha al livello di Capace Inconsapevole. Un livello a cui possono giungere tutti coloro che usano routines, purchè le utilizzino così spesso e in modo così naturale, da usarle senza nemmeno pensarci.

Quindi, Esercizio! Esercizio! Esercizio! ;)




0 commenti:

Posta un commento